All posts tagged: Mafia

Ancora attentati in Puglia dopo il corteo antimafia

di Anna Lisa Maugeri DW(ITALIA).Gli attentati di stampo mafioso avvenuti a Foggia sono allarmanti e richiedono un’attenzione particolare ed immediata da parte delle istituzioni. Quando vivi in una terra nella quale i piccoli e onesti commercianti chiudono le proprie saracinesche nel giro di pochi mesi, quando assisti alla fine di attività storiche e senti girare le solite voci, mormorate a denti stretti, che raccontano di titolari e imprenditori che non ce la facevano più a pagare il pizzo alla mafia locale, quando le facce dei malavitosi arrestati per estorsione dopo le retate che hanno richiesto mesi di indagini e lavoro alle forze dell’ordine le rivedi in giro a passeggio perché una dimenticanza, un banale cavillo burocratico, ne permette la scarcerazione e ne garantisce l’impunità, allora le parole non contano più. A quel punto, davanti ad un copione che spesso si ripete, pensi soltanto che il momento giusto per reagire e cambiare le cose era ieri, oggi le parole non bastano, servono i fatti. Escalation di attentati a Foggia A Foggia il nuovo anno è iniziato …

36 anni fa l’omicidio di Pippo Fava

Pippo Fava: l’uomo e il giornalista Di Anna Lisa Maugeri DW(ITALIA).Una storia che lascia un patrimonio immenso, non solo gli articoli e le interviste, non solo la scrittura, il teatro, non solo il giornalista, ma l’uomo, un uomo alla ricerca della verità e dai grandi ideali. La vita di Pippo Fava è fatta di opportunità avute e date, di quelle a lui negate, di licenziamenti, censure e dello spirito imprenditoriale che non era certo semplicemente una questione di lavoro, ma di valori. Certe storie racchiudono ed esprimono una semplice regola dentro una vita intera, dentro alle scelte che si susseguono nel decorrere dei mesi e degli anni, col tempo che si accorcia e un destino che intanto segna ad ogni giorno che passa il suo conto alla rovescia: la regola della coerenza. Io nascevo, vivevo il mio primo anno di vita, lui, Pippo Fava, viveva l’ultimo. Certe storie raccontano di coraggio in maniera così chiara che non puoi non capirlo, esserne affascinato e tenerne conto per il resto dei tuoi giorni. In un Paese che …

Who hampers the progress and prosperity of Tunisia after the revolution

A report issued by the International Crisis Group on Tunisia revealed that about 300 “shadow men” control the state apparatus in Tunisia and impede reforms, and that “some of them” impede the implementation of development projects in the interior and move social protests there.The organization warned in its report dated 10 May 2017 entitled “Disrupted Transition: Corruption and Regionalism in Tunisia” that the manifestations of “enrichment from positions” political, administrative, “patronage” and “brokering” have become “gnawing” the administration and the “upper” political class in Tunisia. Tunisia (parties, parliament) and that the general public has become the organs of the State “Mafiosi” organs, and stressed the need to “authorize the gains” include members of Parliament and the “Office of the President of the Republic”, and that political parties deposit their financial reports with the Department of Accounting Weakening networks of enrichment of positions ”. According to the report, based on more than 200 interviews with economic, political, trade union and other actors, the People’s Congress has become the “meeting point of client networks” and that “many” …

Oggi è il 56° Anniversario della Strage di Ciaculli

Dw-Roma.Questa è la strage dimenticata, che spense le vite di 7 uomini dello Stato, definiti inizialmente vittime del dovere, ai tempi in cui non si voleva neanche pronunciare la parola “mafia”. Un massacro che costrinse finalmente lo Stato Italiano a muoversi e ad agire, dando il via alla prima Commissione Parlamentare Antimafia. Prima della Strage di Ciaculli, i governi italiani avevano sempre rimandato una presa di posizione, negando fortemente l’esistenza della mafia in Sicilia. Era la mattina del 30 giugno 1963. Una telefonata anonima alla questura di Palermo avvertiva della presenza sospetta di una Alfa Romeo Giulietta abbandonata nei pressi di Ciaculli. Da alcuni mesi si assisteva a numerosi delitti di stampo mafioso a colpi di autobombe, kalashnikov, agguati e inseguimenti per le strade, nelle piazze: era la prima guerra di mafia, che non risparmiava la vita a qualche innocente passante, vittime della logica sanguinaria mafiosa. Quella stessa notte, poche ore prima, un’altra Giulietta era esplosa a Villabate, a pochi chilometri da Ciaculli. L’auto bomba di Villabate era indirizzata al boss Giovanni Di Peri, piazzata …

Il Pm Di Matteo espulso dal pool “stragi”

Il sostituto Procuratore nazionale antimafia Antonino Di Matteo è stato espulso dalla “commissione stragi e mandanti esterni”, costituita recentemente per continuare il lavoro di indagine sulle stragi di mafia dal 92 al 94. L’obbiettivo della commissione è quello di trovare risposta ai tanti quesiti rimasti in sospeso. Il provvedimento contro Di Matteo, è reso “immediatamente esecutivo” ed è firmato dal Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, che lo aveva fortemente voluto all’interno della commissione da lui stesso istituita. Si estromette, così, senza troppe chiacchiere, quello che è diventato a tutti gli effetti l’erede del lavoro e dell’impegno antimafia del giudice Giovanni Falcone. La motivazione Recentemente il Pm Di Matteo aveva rilasciato un’intervista a LA7 nel programma condotto da Adrea Purgatori, “Atlantide”. Nel corso dell’intervista, in onda lo scorso 18 maggio, il Pm Di Matteo ha risposto alle domande del giornalista analizzando le piste che sono in discussione all’interno della commissione. Secondo la motivazione indicata nel provvedimento, tali dichiarazioni hanno creato una rottura nel “rapporto di fiducia all’interno del gruppo e con le direzioni distrettuali …

Giovanni Falcone: le sue idee camminano sulle nostre gambe

Dw-Roma. Era di sabato. Alle 17.58 Totò Riina compiva la strage pianificata per uccidere Giovanni Falcone, lo faceva attraverso le mani di Giovanni Brusca che azionava l’esplosione: cinque quintali di tritolo piazzati nel tunnel sotto l’autostrada, al chilometro 5 della A29, nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine. Il giudice Giovanni Falcone muore nell’ospedale Civico di Palermo poche ore dopo, a causa delle emorragie interne. Anche la moglie Francesca Morvillo, che era seduta in auto al suo fianco, perde la vita. Uccisi nell’attentato Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, gli agenti della scorta di Giovanni Falcone, che precedevano il giudice su un’altra auto, la prima investita in pieno dall’esplosione. Io me lo ricordo. Ero solo una bambina, 9 anni di allora, troppo diversi da quelli di oggi: giocare all’aria aperta, niente smartphone, qualche cartone alla televisione, quando ancora li trasmettevano solo in alcune fasce orarie, poi dovevi staccarti per forza dallo schermo e inventarti qualcosa da fare. Stava per finire la scuola, anzi, la si poteva considerare conclusa. Non era il maggio di …