Theresa May: tutti i perché delle sue dimissioni

Theresa May: tutti i perché delle sue dimissioni

Dopo meno di tre anni in carica, la leader britannica Theresa May ha subito una catastrofica perdita di fiducia da parte di parlamentari e ministri, tanto da costringerla a dare le dimissioni. È il suo stesso partito ad aver avanzato questa richiesta nei confronti della May, che durante il discorso nel quale ha annunciato le dimissioni, ha affermato che non sarebbe andata via in malo modo, ma soltanto con ‘gratitudine’. La data ufficiale delle dimissioni della May è fissata per il 7 giugno, e una settimana più tardi inizierà ‘la corsa al sostituto’.

L’inizio del declino di Theresa May

Il declino del consenso politico per la May è iniziato dopo che alle elezioni generali del 2017 ha perso definitivamente il consenso della maggioranza del suo partito. Da quel momento molti analisti hanno ipotizzato che la May non avrebbe potuto rimanere a lungo in carica. A dicembre, a fronte di un voto di sfiducia tra i suoi parlamentari, ha promesso che non avrebbe guidato il suo partito alle prossime elezioni generali. Nel marzo di quest’anno, nel tentativo di persuadere più parlamentari a sostenere l’accordo sul ritiro della Brexit, promise di andarsene il prima possibile. Ma quali sono le motivazioni che stanno alla base delle dimissioni di Theresa May? Vale la pena considerare 2 punti che si concentrano principalmente sulle sfide che ha dovuto affrontare la leader. Il primo è il motivo scatenante che ha fatto si che la May prendesse questa decisone. A tal proposito poco prima delle sue dimissioni la leader britannica presentò una nuova serie di ‘compromessi’ sui suoi piani riguardanti la Brexit, che tuttavia non convinsero nessun parlamentare. Come secondo punto possiamo considerare le elezioni generali del 2017. In quest’occasione i conservatori ottennero abbastanza voti ma persero la maggioranza parlamentare. Questo fece si che la Mey perdesse gran parte della sua autorità personale.

La questione Brexit e il mancato compromesso

Una questione ostica con la quale si è interfacciata la May è sicuramente la Brexit. La Brexit è diventata in poco tempo una questione fondamentale per l’identità politica, simile all’aborto e al controllo delle armi negli Stati Uniti. È una questione che ha messo in disaccordo membri all’interno dello steso partito, e conseguentemente ha reso difficile ogni tipo di compromesso. Eppure quando ha annunciato definitivamente le sue dimissioni la May non ha smesso di parlare di compromesso, filo conduttore di tutto il suo periodo di leadership. La May in quell’occasione rivelò che il defunto filantropo britannico Nicholas Winton una volta le disse: ‘Non dimenticare mai che il compromesso non è una parolaccia. La vita dipende dal compromesso’. 

Leave a Reply

Your email address will not be published.