Tutta colpa del mattone. Famiglie italiane più ricche, si investe in immobili

Tutta colpa del mattone. Famiglie italiane più ricche, si investe in immobili

Se siamo il fanalino di coda in Europa anche per occupazione e investimenti, per lo studio Istat-Bankitalia su “La ricchezza delle famiglie e delle società non finanziarie italiane” non sembra che ci siano dubbi: i soldi li abbiamo, eccome. Anzi, la ricchezza delle famiglie italiane nel 2017, anno di riferimento dell’indagine, ha ripreso a crescere. E ha fatto registrare un bel segno positivo dopo le diminuzioni del triennio precedente con un incremento dell’un per cento pari a 98 miliardi di euro.

Superiamo anche la Germania

Il valore della nostra ricchezza netta, poi, “è stata pari a 8,4 volte il reddito disponibile, misurato al lordo degli ammortamenti. Un valore che ci colloca anche sopra alla Germania. Secondo la ricerca, infatti, “Alla fine del 2017 il valore della ricchezza pro capite delle famiglie italiane si è collocato leggermente al di sopra di quello delle famiglie tedesche”. Precisando subito dopo, però, che “alla fine del 2017 le abitazioni costituivano circa la metà della ricchezza lorda delle famiglie” tanto che “le abitazioni hanno costituito la principale forma di investimento delle famiglie e, con un valore di 5.246 miliardi di euro, hanno rappresentato la metà della ricchezza lorda”.

Confedilizia: case troppo tassate

E se gli immobili tornano a essere il bene rifugio per molti, anche per la scarsa diffusione di una seria educazione finanziaria che continua a imperare nel nostro Paese, nello studio si sottolinea che il loro valore scende. Precisando che “la diminuzione del valore dello stock di attività non finanziarie di proprietà del settore (-0,7%) va imputata essenzialmente al calo registrato alla fine dell’anno dal valore delle abitazioni (-0,6%) e degli immobili non residenziali (-1,9%), riconducibile alla discesa dei prezzi sul mercato immobiliare”.
Così, da Confedilizia lanciano l’allarme perché, sostengono, è con il sovraccarico di tasse che si contribuisce alla perdita di valore del mattone. E il suo presidente Giorgio Spaziani Testa commenta: “Le case degli italiani perdono valore, ci ricordano la Banca d’Italia e l’Istat nel rapporto. In particolare dal 2012. Nel 2012 è iniziata l’ipertassazione patrimoniale sugli immobili, tuttora in atto. Ma sarà certo una coincidenza”.

Codacons: pesa la sfiducia nelle banche

Dal canto suo, il Codacons, Coordinamento delle Associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei consumatori, mette sotto la lente di ingrandimento titoli e banche. “I dati diffusi oggi da Istat e Bankitalia relativi alla ricchezza delle famiglie dimostrano i cambiamenti avvenuti nelle abitudini degli italiani e l’impatto che i dissesti bancari e i crac finanziari dell’ultimo periodo hanno avuto sulle scelte economiche delle famiglie”, afferma un comunicato. Più nel dettaglio, il presidente Carlo Rienzi, intervenendo sulla tendenza delle famiglie italiane a investire sugli immobili, sostiene che “Alla base di tale scelta vi è una crescente sfiducia negli investimenti in titoli e azioni che si riducono rispettivamente dall’8% al 3% e dal 12% al 10%, sfiducia alimentata proprio dai dissesti bancari e dalle crisi finanziarie che si sono succedute negli ultimi anni, trascinando con se milioni di piccoli risparmiatori che avevano investito i propri soldi”.

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