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DW-Roma. Sea Watch pronta a far sbarcare i migranti a Lampedusa; Golfo dell’Oman due petroliere a fuoco.Sudan cosa sta succedendo.


Sea Watch pronta a far sbarcare i migranti a Lampedusa

La Sea Watch si rifiuta di sbarcare i migranti a Tripoli,non considerato un porto sicuro e fa rotta verso Lampedusa. Proprio ieri le autorità libanesi avevano assegnato un porto alla Sea Watch che ha con se 53 migranti.

La direttiva firmata ieri da Salvini indica il divieto di entrare nelle acque territoriali cosi per l’ennesima volta si trova una nave che ha soccorso dei migranti in balia delle onde. Tempo in peggioramento cosi ha farne le spese sono proprio loro. 53 persone che non possono essere riportate indietro in un paese in guerra. Non dimentichiamo infatti che in Libia è in corso una guerra.



Golfo dell’Oman due petroliere a fuoco

Golfo dell’Oman due petroliere a fuoco. Le petroliere coinvolte sono la norvegese Front Altair di proprietà della società Frontline e la Kokuka Courageous della società giapponese Kokuka Sangyo, battente bandiera di Panama. Prontamente soccorse, gli equipaggi sono stati portati in salvo dalla marina militare dell’Iran e dalla Quinta flotta della marina miltare americana.

Gli Stati Uniti d’America tramite il segratario di Stato Pompeo accusano l’Iran di un attacco ma le cause non sono ancora certe. Dall’altra parte la Russia frena su questo:

“Nessuno ha informazioni sulle cause di questi incidenti e cosa ci sia dietro e quindi non si possono trarre conclusioni avventate”, ha detto il portavoce del presidente russo Dmitri Peskov.

Theran nega ogni coinvolgimento in questa situazione e condanna le dichiarazioni sempre più provocatorie da parte degli Stati Uniti.

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Sudan cosa sta succedendo

Abbiamo ben in mente l’immagine di Alaa Salah, era motivo di speranza.
Si pensava ad una democrazia tanto attesa sotto la guida del Consiglio Militare Transitorio ed invece dopo due mesi quello che appare ai nostri occhi e la stessa immagine che abbiamo da anni. Gente in rivolta.

Cosa sta succedendo in Sudan? Una guerra civile che vede da una parte l’esercito e i para militari e dall’altra i manifestanti, un tempo dalla stessa parte contro al-Bashir. I rappresentanti del movimento pro-democrazia, guidato dall’Associazione dei professionisti sudanesi, chiedono pacificamente che vengano rispettate le promesse iniziali, ovvero che il governo del Paese venga affidato a una delegazione mista composta da militari e da civili con l’intenzione di costruire un piano triennale per portare il Paese alle elezioni seguendo una giusta transizione alla democrazia.

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