Uluru: la montagna sacra australiana

Uluru: la montagna sacra australiana
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DW – Roma. Il mondo è una riserva di bellezza e natura che ci regala tanti luoghi magici. Tra questi vi è sicuramente Uluru, la montagna situata nel parco nazionale di Uluru-Kata Tijuta, in Australia. Considerata sacra dagli aborigeni, Ayers Rock (questo il suo nome inglese) è una splendida formazione rocciosa composta da un blocco di arenaria. Il sito è considerato inoltre Patrimonio mondiale dell’Umanità dal 1987.

Il mito oltre la storia di Uluru

Celebre per la sua caratteristica colorazione rossa, Uluru è visibile da decine di km di distanza. Un colore incredibile, reso ancora più spettacolare dal fatto che cambi gradazione e sfumature in base all’ora e alla stagione dell’anno. L’oro, l’ocra, il bronzo, il rosso e il viola si interscambiano in maniera del tutto magica, creando un paesaggio dall’aria mistica e quasi soprannaturale. La montagna è avvolta da un’incredibile storia che mescola il sacro e il profano, il sogno e la realtà. Secondo il popolo indigeno, gli Anangu, infatti, Ayers Rock è la grande manifestazione dellla creazione avvenuta nel “Dreamtime”, ovvero il tempo del sogno. Gli Antenati, staccandosi dalla materia, hanno assunto le sembianze di esseri viventi dando vita alla Terra. Nel loro passaggio hanno creato mari, monti, fiumi, laghi alberi e ogni cosa, dando ad ognuna di esse un nome. I profondi solchi sulla roccia e le migliaia di pietre posizionate sulla superficie, sono invece i resti lasciati da Tatji, la lucertola rossa che, perdendo il suo boomerang, ha iniziato a scavare per ritrovarlo. È morto nell’invana speranza di riaverlo e i grossi blocchi di roccia sono i resti del suo corpo. Seppur storie fantastiche, hanno creato intorno a questo strepitoso paesaggio un grande interesse e sono centinaia le persone che ogni anno decino di andare a vederlo da vicino.

La vittoria degli aborigeni

Le eccessive incursioni dei curiosi hanno creato un grande scontento per gli indigeni, che da anni protestano e si battono affinchè la montagna venga rispettata per il suo valore sacro. Una battaglia che è stata vinta proprio in queste ore: dal 26 ottobre 2019 Uluru sarà vietata ai turisti. L’accesso era permesso dalle regole del Parco Nazionale, ma da sempre era considerato una grande violazione delle tradizioni degli Aborigeni Anangu. Il numero dei turisti era già sceso, a causa dei numerosi pericoli per arrivare in cima. Da diversi anni, ai piedi del monte, un cartello cita queste parole: “Per favore, non scalate Uluru. Le nostre tradizioni ci spiegano come dobbiamo comportarci. Quella che i turisti indicano come scalata, è in realtà la strada che i nostri antenati hanno seguito il giorno della creazione. Ha un enorme significato spirituale.” A fianco di questa spiegazione, un’avvertenza molto più netta “Attenzione. Molte persone sono morte nell’impresa di salire in cima al monte Uluru.”

Il monolite presto sarà vietato

Il più grande monolite del mondo, che si estende per 9,4 chilometri e supera gli 863 metri sul livello del mare, ambita meta turistica, non sarà più visitabile. Si potrà osservare dal basso, rispettando le tradizioni e la fede di chi abita quelle terre fin dalla notte dei tempi. Una scelta coraggiosa per il governo, che rivela il suo grande rispetto per gli antichi. Qualora fosse tra i vostri desideri, non perdete tempo! Preparate i bagagli e partite per l’Australia quanto prima.

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