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Vi presento Micaela Palmieri

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Dw-Roma. Le ragazze devono avere sempre una marcia in più nella vita, più dei ragazzi. Le ragazze che hanno quel qualcosa in più, lo esprimono attraverso la propria determinazione, la capacità di crescere e diventare donne attraverso le proprie scelte.

Micaela Palmieri è una di quelle ragazze, bella, capace, determinata. Si è laureata in giurisprudenza assecondando un po’ il desiderio del padre, che avrebbe voluto vederla diventare un avvocato di successo. E dal padre ha ereditato l’amore per il calcio e la grande passione per la sua squadra del cuore, l’Inter.

Ma l’anima di Micaela si illumina quando le parole scorrono dalle sue mani sulla tastiera del computer o scivolano giù insieme all’inchiostro di una penna. Lei ama raccontare, spiegare, conoscere, è fatta per il giornalismo.

Fa la sua gavetta, con grande impegno e professionalità, fa le scelte giuste che la porteranno a seguire la sua passione per il giornalismo e la televisione, fino a diventare uno dei volti più familiari e apprezzati dal pubblico, oggi è conduttrice del Tg1.

Nel 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo “Tre di una coppia perfetta” edito da Ugo Mursia Editore. Oggi vi presento Micaela Palmieri.

Micaela Palmieri, Lei ha una lunga e bella gavetta alle spalle, nonostante la sua giovane età. Come sono stati gli anni di formazione nel mondo del giornalismo? Cosa le è rimasto più impresso nella memoria di quel periodo?

Ho sempre voluto diventare una giornalista. Amo le storie, le emozioni che danno e che puoi trasmettere, quando le racconti.

La mia è stata, ed è tuttora, una gavetta vera: ho lavorato ovunque: radio, giornali, tv. E non mi sono mai risparmiata. Cerco sempre di dare il massimo, in tutte le occasioni che mi si presentano. Se mi guardo indietro, posso dire di aver amato lavorare a telelombardia. Lavoravo per ore e ore ogni giorno e quanto ho imparato! Le realtá locali danno una preparazione completa, una marcia in più. Io ho imparato a fare tutto e a velocitá doppia. Nel giornalismo è importante anche essere pronti quando ci sono le emergenze e l’improvvisazione in tv è fondamentale. Le realtà locali ti insegnano a essere freddo e a saper fare un po’ tutto. Non devi mai farti cogliere impreparato, la televisione non perdona.

Oggi Lei è una donna affermata, di successo, il pubblico la segue e apprezza, è diventata ormai un volto familiare per gli italiani. Il giornalismo è un mestiere che richiede impegno e dedizione, l’ha portata a conoscere molte persone importanti attraverso anche le interviste che ha realizzato. A livello personale, cosa le ha insegnato questo lavoro?

Questo lavoro mi ha insegnato che non bisogna mai smettere di studiare, leggere, viaggiare, informarsi. Non bisogna mai sentirsi ‘arrivati’, mai. Io so di essere molto fortunata ad avere questo lavoro e non lo dó per scontato, cerco ogni giorno di lottare contro i miei limiti per essere anche solo un pochino migliore. Il giornalismo è quello che amo fare, mi permette anche di raccontare tante storie degli ultimi, di chi vive nel dolore, di chi vuole far sentire la propria voce inghiottita dalla solitudine. Sono stata in una zona di Milano, il boschetto della droga di Rogoredo, in cui ho assistito a tante storie atroci di ragazzi massacrati dalla droga e dimenticati. Ecco, vedere che dopo alcuni reportage del tg1, le istituzioni stanno intervenendo per migliorare le cose, mi fa sentire utile per cause vere e giuste.

La scrittura è una delle sue passioni, ha pubblicato nel 2016 il romanzo “Tre di una coppia perfetta”. Come nasce l’idea di questo romanzo e qual è il messaggio principale che vuole trasmettere al lettore?

Amo scrivere sopra ogni cosa. E il mio primo romanzo mi ha dato grande soddisfazione. É nato da una storia di amicizia che ho avuto in adolescenza e che non ho saputo, anche per mia negligenza, conservare. Ho voluto scrivere, con tanti inserti di fantasia, di questo ‘dolore’: aver perso due amici cui tenevo tanto mi ha segnato e insegnato che l’amicizia è un valore incalcolabile. Bisogna preservarla e coltivarla, altrimenti la perdi e non ti dai pace.

Secondo la sua esperienza, il mondo dell’informazione oggi, attraverso il mondo dei social e del web, riesce a garantire un’informazione più obiettiva o rischia di essere più facilmente manipolabile?

Premetto che non ho una grande passione per i social. Mi inibiscono e mi spaventano. Non mi piace mettere tutto in piazza. Eppure oggi come oggi non si puó prescindere da essi. Sulle notizie riportate, nutro diverse riserve. Credo che i social e talvolta la rete in genere, siano spesso vittime del ‘fake’. Penso che oggi vada tutto molto, troppo, veloce e sia facile confondere le bugie o le notizie manipolate con la realtà. Il risultato, a volte, puó essere deleterio. Per questo credo che sia importante informarsi da mezzi di informazione o di controinformazione, perchè no, purchè siano affidabili.

La precarietà del lavoro riguarda un po’ tutti i settori, anche gli aspiranti giornalisti non hanno vita facile. Ai ragazzi che oggi dedicano tempo ed energie per realizzare il proprio sogno di diventare giornalista, spesso senza neanche ricevere un’adeguata retribuzione, quali consigli darebbe?

La precarietà è uno dei malesseri più gravi di questo nostro momento storico. Io sono per la flessibilità ma come puó esserci negli Stati Uniti o nel Regno Unito, ovvero una relativa semplicità al cambio di posto di lavoro. Cosa per altro che, secondo me, può solo arricchire. Da noi c’è ancora tantissimo da fare per cambiare davvero le cose. In Italia trovare un lavoro non è facile. E nel giornalismo è diventato quasi un’impresa. Ho tanti colleghi che vengono sottopagati o cui viene chiesto di lavorare gratuitamente. Non è giusto e se non vogliamo che questo mestiere meraviglioso vada a spegnersi, bisogna intervenire prima che sia troppo tardi.

La precarietà è dura. Io lo sono stata per una quindicina d’anni ed ero giovane con una famiglia amorevole alle spalle, dunque ci puó stare. Ma oggi ci sono quaranta-cinquantenni ancora senza un lavoro fisso. Su questo, a mio parere, siamo una generazione senza fortuna.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Non riesco mai a stare ferma. Ho una innata curiosità che mi spinge a conoscere. A volte penso che vorrei avere altre vite così da poter fare, ad esempio, il medico, una delle professioni che da piccola avrei voluto intraprendere. Amo scrivere, come dicevo. Quindi, se posso dirlo, il mio sogno é diventare una scrittrice affermata. Ho appena finito di scrivere il mio secondo libro, proprio sul bosco della droga di Rogoredo e spero possa darmi tante soddisfazioni. Quando scrivo mi sento bene. È come se non esistessi più e diventassi una persona diversa. Una di quelle esperienze che ti fa venir voglia di essere una persona migliore.

3 Comments

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    Marco says

    Me Encarta Micaela Palmieri por la forma de conducir las noticias en tg1. A menudo veo el telegiornale de 8am en Mexico. En cuanto haya traduccion al espanol de sus novelas buscare leerla; pro ahora no italiano es muy elemental.

  2. Avatar

    Micaela Palmieri giornalista perfetta.
    Mi piacerebbe vederla condurre oltre al TG anche “A porta a porta” oppure “La Domenica Sportiva”. E’ proprio brava.

  3. Avatar
    Giustino Lacroce says

    Micaela Palmieri una professionista da copertina che merita tante attenzioni nel mondo giornalistico veramente brava una chicca non facile da trovare. Giustino

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